IL LAZIO TERRENO FERTILE PER IL NOSTRO FUTURO

Focus

Percorsi Partecipati, Strategie condivise, prospettive comuni

Castagno da frutto

Il dato disponibile per valutare l’evoluzione nel tempo della castanicoltura da frutto a livello regionale è la superficie investita che, secondo un’indagine sulla struttura e produzione delle aziende agricole (dati UE), nel 2007 risultava pari a 5.709 ettari, registrando un incremento del +3% rispetto al 2000. Gli incrementi significativi si continuano a registrare fino ai giorni d’oggi.

La distribuzione per numero di aziende nella regione Lazio...

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Commenti  

Pompeo Mascagna - 2017-12-05 09:00
POMPEO MASCAGNA, Presidente OP Assofrutti
Il vero problema della castanicoltura del Lazio è la carenza di aggregazione aziendale e la non adeguata promozione qualitativa delle produzioni.È necessario risolvere casi di omonimie e sinonimie varietali e valorizzare marchi di tipicità delle produzioni locali. Attraverso l’innovazione della tecnica colturale si potrebbe affrontare con più serenità il periodo irto di difficoltà e contemporaneamente restituire il ruolo paesaggistico e socio-economico che contraddistingue il castagneto da frutto, soprattutto nelle aree marginali.
Alberto Manzo - 2017-12-05 09:00
ALBERTO MANZO, MIPAAF
Con la positiva campagna castanicola 2017, che ha messo alle spalle l’emergenza cinipide, è importante “non allentare la presa”, ma mantenere alta l’attenzione degli addetti ai lavori, in particolare delle Istituzioni, poiché vi è l’assoluta necessità di applicare le “cure agronomiche essenziali” ai castagneti sofferenti anche per le altre malattie insediatesi a causa dell’indebolimento delle piante attaccate dal cinipide, e praticare alle piante corretti interventi di potature di risanamento, di riforma e di ringiovanimento, appropriate concimazioni organiche, contenimento dello sviluppo del soprassuolo (non solo il manto erboso), non dimenticando la regimazione delle acque piovane. Ora è la ricerca a dover occuparsi di biologia, fisiologia e risorse genetiche, lavorando ancora di più sul germoplasma castanicolo del nostro Paese, identificare le sorgenti di variabilità genetica collegandole con caratteristiche funzionali estremamente utili per il miglioramento delle piante dal punto di vista produttivo e di adattamento. Ciò in uno scenario di cambiamento climatico globale che rende necessario intervenire specialmente con strategie di adattamento. Tra le altre priorità é indispensabile introdurre nuovi metodi di impianto intensivi nelle aree disponibili, per garantire una base produttiva meno suscettibile alle variabili climatiche intensificando anche gli studi sulle tecniche di propagazione del materiale di élite da utilizzare nelle strategie di adattamento.
Stefano Gasbarra - 2017-12-05 09:00
STEFANO GASBARRA, Vicedirettore CeFAS (Azienda Speciale CCIAA)
La castanicoltura regionale va sostenuta mantenendo innanzitutto alto il livello di controllo degli interventi fitosanitari. In tale ottica va promossa e sostenuta una azione di informazione e formazione nei riguardi dei castanicoltori. Vanno, altresì, perseguite azione tese a ribadire la tipicità del prodotto locale al fine di prevenire una massiva messa a coltura o commercializzazione di varietà non autoctone. In un ottica infine di valorizzazione del prodotto e dei territori, soprattutto in una fase “post cinipide”, devono essere adottati strumenti, anche di comunicazione, atti a ribadire e restituire ai territori castanicoli il ruolo paesaggistico che gli compete.
E’ una iniziativa della Regione Lazio – Assessorato Agricoltura, Caccia e Pesca in collaborazione con Arsial e con il supporto tecnico di Agro Camera.

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