IL LAZIO TERRENO FERTILE PER IL NOSTRO FUTURO

Focus

Percorsi Partecipati, Strategie condivise, prospettive comuni

Gestione delle terre pubbliche

La risorsa terra, dopo molti anni di scarsa attenzione, è tornata al centro del dibattitto scientifico, sociale e politico. Molte sono le questioni che si articolano intorno alla terra in maniera spesso sinergica tra loro. Alcune questioni di valenza sociale, ambientale e di natura più prettamente economica.

Da un punto di vista ambientale...

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Commenti  

Alfonso Pascale - 2017-12-05 09:00
ALFONSO PASCALE, Rete Fattorie Sociali
L’assegnazione delle terre di proprietà di enti pubblici tramite bandi diretti a soggetti privati, che potrebbero invece ricorrere agli istituti dell’affitto o della compravendita, rischia di tradire la natura pubblica del bene, che dovrebbe essere destinato alla produzione di beni e servizi di interesse generale mediante la partecipazione attiva dei cittadini e non ad attività di carattere privatistico. Per la gestione delle terre di proprietà di enti pubblici esistono strumenti giuridici ad hoc – fondazione di partecipazione e cooperativa di comunità - che permettono forme di co-gestione fra pubblico e privato, rendendo possibile la partecipazione attiva dei cittadini e preservando la natura pubblica del bene. Tuttavia nel Lazio il dibattito intorno a queste forme di gestione non è ancora iniziato, e andrebbe incentivato seguendo l’esempio di altre regioni italiane già attive in tal senso.
Francesca Rocchi - 2017-12-05 09:00
FRANCESCA ROCCHI, Slow Food
Lavorare per facilitare l’accesso alla terra ai giovani significa investire per un’agricoltura migliore per il nostro futuro, ma il suggerimento di alleggerire la pressione fiscale, agevolare l’impiego in forme cooperative snelle e facili da gestire, con una burocrazia necessaria ma aderente alle reali esigenze, diventa priorità e urgenza, come diventa necessaria una nuova fase formativa e accessibile, adeguata alle sfide dell’agricoltura del futuro che dovrà diventare sempre più sostenibile.
Carlo Patacconi - 2017-12-05 09:00
CARLO PATACCONI, Presidente cooperativa agricola Agricoltura Nuova
Se confrontata con le esperienze cooperativistiche nate in Italia e nel Lazio alla fine degli anni ’70, la situazione attuale presenta alcune delle medesime incongruenze ed inefficienze, in primis le difficoltà di accesso al credito da parte di giovani privi di garanzia bancarie, insieme ai problemi legati al sostegno nei loro confronti a seguito dell’assegnazione di terre pubbliche, in particolare per quanto riguarda l’avvio delle attività. Il sostegno da parte dell’amministrazione è quindi di primaria importanza e dovrebbe accompagnare adeguatamente il continuo lavoro che realtà come le nostre svolgono a contatto con la comunità, alla quale propongono un’agricoltura come opportunità di rinnovata e qualificata occupazione giovanile e di recupero sociale, come argine alla speculazione fondiaria e immobiliare, come difesa dell’ambiente naturale e dei suoi delicati equilibri da salvaguardare oggi più che mai.
Angelo Frascarelli - 2017-12-05 09:00
ANGELO FRASCARELLI, Università di Perugia
Le terre pubbliche sono attualmente al centro di un dibattito molto acceso, ma la realtà ci parla di terreni spesso di scarso valore, trattandosi nella maggior parte dei casi di boschi e zone marginali sui quali è difficile realizzare un progetto d’impresa. La gestione delle terre pubbliche è un tema affrontato spesso in modo ideologico, soprattutto sulla priorità da assegnare ai giovani agricoltori, di cui non è sempre possibile dire che si tratti di esperienze di successo. A mio avviso, per poter creare impresa, occupazione e valore aggiunto, le terre pubbliche andrebbero vendute o date in affitto. La PAC incide sicuramente sull’accesso alla terra: da un lato i pagamenti diretti si trasferiscono in parte alla rendita fondiaria, come dimostrano alcuni studi scientifici; dall’altro i pagamenti diretti rendono più vischioso il mercato degli affitti - in genere il canone di affitto è più alto per effetto della possibilità di percepire i pagamenti diretti.
Daniel Monetti - 2017-12-05 09:00
DANIEL MONETTI, Terra! Onlus
La recente scelta dell’amministrazione regionale di aprire le porte alla vendita delle terre pubbliche, prevista dal regolamento sulla Banca della terra, appare critica nella misura in cui la stessa mette a repentaglio la capacità di favorire l’accesso dei giovani all’agricoltura e contrastare l’abbandono e il consumo di suoli agricoli. Tra le criticità si riscontrano le difficoltà per i giovani che, senza garanzie bancarie, hanno forti difficoltà ad accedere al mercato della compravendita; inoltre, il Coordinamento Romano Accesso alla Terra (di cui “Terra!” Fa parte) considera il patrimonio agricolo utilizzabile un bene inalienabile, da preservare per le future generazioni, oltre che una garanzia economica per l’amministrazione.
Giacomo Lepri - 2017-12-05 09:00
GIACOMO LEPRI, Presidente cooperativa agricola Coraggio Assegnatario di uno dei terreni del progetto “Terre ai giovani”
L’assegnazione delle terre pubbliche nell’ambito del progetto Terre ai giovani rappresenta sicuramente un punto di partenza, che tuttavia deve essere più efficacemente sostenuto dall’amministrazione. Se le prossime assegnazioni di terre pubbliche vogliono continuare a sostenere i giovani, il lavoro e i beni comuni, è necessario innanzitutto sostenere i progetti pilota già partiti, che purtroppo non sono adeguatamente valorizzati. È mancato un sostegno da parte del PSR Lazio, vi sono impegni disattesi sul recupero di strutture edilizie necessarie allo svolgimento dell’attività agricola, e inoltre c’è un’insicurezza legata all’impossibilità di controllare l’uso che di quelle terre si farà alla fine del periodo vincolante garantito (di soli 20 anni).
Paolo Ramundo - 2017-12-05 09:00
PAOLO RAMUNDO, Presidente cooperativa agricola Cobragor
Alla fine degli anni ’70, durante un periodo di forte fermento politico e sociale, ho partecipato attivamente alle iniziative - successivamente organizzatesi in cooperative - legate al recupero di terreni incolti e mal coltivati, soprattutto di proprietà pubblica, e coinvolgendo soggetti disoccupati. Oggi, più che mai, di fronte alla frammentazione urbana – e quindi sociale – di molte aree peri-urbane, è necessario uno sforzo per ridare vita alle aree agricole pubbliche in stato di abbandono, favorendo progetti che facciano leva sulla capacità dei giovani agricoltori di trovare nuove connessioni con la città e fondare nuovi modelli di socialità attraverso iniziative che facciano entrare la società nelle aziende agricole.
E’ una iniziativa della Regione Lazio – Assessorato Agricoltura, Caccia e Pesca in collaborazione con Arsial e con il supporto tecnico di Agro Camera.

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