IL LAZIO TERRENO FERTILE PER IL NOSTRO FUTURO

Focus

Percorsi Partecipati, Strategie condivise, prospettive comuni

Cereali

La filiera cerealicola regionale si caratterizza, secondo i dati ISTAT 2017, per una superficie seminata a cereali pari a 82.824 ettari, di cui oltre la metà (51,3%) a grano duro. La superficie regionale a cereali rappresenta il 3% di quella nazionale: per il grano duro è pari al 3,2% di quella nazionale, quella a grano tenero copre il 2,5%, quella a orzo è pari al 5,1% e infine la percentuale a mais è solo il 2% rispetto a quella totale italiana.

Le provincie maggiormen te vocate sono quelle...

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Commenti  

Fabio Scappaticci - 2017-12-05 09:00
La produzione dell’orzo nel Lazio ha due mercati distinti che hanno prospettive diverse. La principale destinazione dell’orzo è quella per l’alimentazione zootecnica, ed è quindi strettamente collegata all’andamento del comparto che sicuramente negli anni ha subito delle contrazioni importanti ed inoltre soffre della competizione di prodotti alternativi nell’uso zootecnico, come il Mais e i Frumento. Esistono però delle alternative, proprio nel Lazio, che prevedono la destinazione dell’orzo al consumo umano sotto forma di orzo perlato per la preparazione di zuppe e insalate, ma anche sotto forma di malto per birra. La presenza storica della maggiore malteria nazionale, a Pomezia dal 1964, che promuove e gestisce la filiera dell’orzo per malto da birra garantendo fin dalla semina certezza nel collocamento del prodotto, è una opportunità importante anche in considerazione del fatto che il Lazio, copre attualmente circa il 35% del fabbisogno di orzo della malteria stessa.
Alfonso Campana - 2017-12-05 09:00
Lavorare nella filiera cerealicola oggi significa fare i conti con numerosi fattori in una logica sempre più globalizzata: i livelli di produzione, gli stock ad inizio campagna e quelli di chiusura al netto dei consumi sia per alimentazione umana che animale, i costi di trasporto, i tassi di cambio, oltre alla variabile clima. Ormai da 10 anni in occasione di Romacereali il meeting internazionale sulla filiera cerealicola promosso dalla Borsa Merci ci confrontiamo su tutte queste variabili per provare a delineare l’andamento della campagna dell’anno successivo. Per gestire la volatilità dei prezzi bisogna lavorare sull’ aggregazione del prodotto e sui contratti migliorando anche le tecniche di conservazione non solo degli stoccatori ma anche delle imprese agricole, in un mercato dove si lavora in modo importante sulle scorte.
Maurizio Manca - 2017-12-05 09:00
Il settore della macinazione del grano tenero si trova in una situazione di contrazione della produzione dovuta alla forte diminuzione dei consumi di prodotti da forno, tendenza negativa iniziata negli anni ‘90 e acuitasi dal 2008 in poi in seguito alla crisi economica. Purtroppo la contrazione del consumo pro capite di pane (attualmente stimato in Italia a circa 43 kg/anno, contro gli oltre 80 della Germania) non è dovuto solo a motivazioni economiche ma anche ad una errata informazione pseudo salutistica presente sui media che criminalizza farina, pane e pasta come causa di ogni problema di salute. Le uniche nicchie di mercato attualmente in controtendenza sono quelle delle farine integrali, semi integrali, macinate a pietra, biologiche e a Km0.
Lorenzo Cinelli - 2017-12-05 09:00
I risultati economici del settore non sono soddisfacenti né per gli agricoltori né per i soggetti che intervengono negli ulteriori passaggi della filiera che è piuttosto articolata considerate le numerose figure che intervengono dal campo alla tavola: stoccatori, commercianti, fornitori di mezzi tecnici, molini. L’assenza di un reddito adeguato per l’agricoltore si ripercuote infatti sull’intero sistema. Anche i contratti di filiera con aggiunta di premialità riconosciute agli agricoltori per la produzione di grano dalle caratteristiche qualitative predefinite, invece di risolvere il problema stanno determinando la concentrazione delle decisioni nelle mani di alcune multinazionali che hanno interessi anche nel settore della ricerca e della vendita del seme. A mio parere bisognerebbe introdurre nei contratti parametri diversi che tengano conto anche delle modalità di coltivazione del prodotto. Bisognerebbe garantire il giusto prezzo ad un prodotto sano: un chilo di pasta costa come un caffè ma nutre 5 persone!
E’ una iniziativa della Regione Lazio – Assessorato Agricoltura, Caccia e Pesca in collaborazione con Arsial e con il supporto tecnico di Agro Camera.

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