IL LAZIO TERRENO FERTILE PER IL NOSTRO FUTURO

Segnali di Futuro

L’evoluzione del sistema agroalimentare

Segnali di Futuro

L’evoluzione del sistema agroalimentare nella nostra regione è molto più rapida di quella che noi possiamo percepire, interi comparti sembrano destinati a un rapido declino, altri crescono in modo altrettanto veloce, sotto gli effetti evidenti di un complesso di fattori difficilmente controllabili.

Come sarà la nostra agricoltura nel prossimo decennio?
Come possiamo immaginare lo sviluppo del sistema produttivo di fronte a una società che si modifica continuamente
e di cui l’agricoltura è al servizio?

Per cercare di fare chiarezza, per tentare di fornire elementi utili alle scelte delle nostre imprese, abbiamo cercato di realizzare uno studio rapido, ma sufficientemente approfondito, per poter fornire indicazioni strategiche. Questo studio è affidato a trentaquattro figure di esperti, che hanno espresso i loro punti di vista su altrettante aree focus che riguardano le filiere produttive, i fattori trasversali alla base dello sviluppo del sistema produttivo, ma esogeni a esso, e anche gli strumenti di governo dell’agricoltura e del settore alimentare.

Ne è nato uno scenario ancora molto acerbo, costruito per l’appunto su punti di vista (non su analisi organiche), che viene proposto al mondo delle imprese, dei tecnici, delle organizzazioni professionali e delle amministrazioni, come base per una riflessione più ampia e organica, con la speranza che questa non si fermi all’evento “Il Lazio terreno fertile per il nostro futuro” ma possa proseguire in percorsi di approfondimento, soprattutto per i temi considerati di maggiore priorità.

La filosofia di questo progetto è quella di individuare prima di tutto i nodi che impediscono, ostacolano o guidano l’evoluzione positiva del settore.

A tutti gli esperti è stato chiesto di esprimere la propria opinione su questi fattori e di suggerire i percorsi per poterli affrontare in modo adeguato. Dall’esame complessivo, o meglio dalla valutazione delle motivazioni dei fenomeni che sono stati richiamati, si possono individuare alcuni grandi fattori trasversali, riconducibili a dieci parole chiave, che fanno da filo conduttore dell’analisi e che richiamano la nostra attenzione. Queste parole chiave sono:

  1. la globalizzazione
  2. l’assetto del sistema produttivo
  3. il clima, l’acqua
  4. la sostenibilità
  5. il rapporto tra la campagna e la società inurbata
  6. la centralità dell’impresa agricola
  7. l’innovazione tecnologica
  8. la messa in valore dei prodotti
  9. l’organizzazione di filiera
  10. l’agricoltura diversificata e la filiera corta.

Prima di esaminare questi dieci grandi temi è bene ricordare e inquadrare il ragionamento nella grande trasformazione, che ha interessato e sta ancora interessando il sistema produttivo della nostra regione. Negli ultimi anni il Lazio si è caratterizzato per una forte contrazione del numero delle imprese agricole, anche se con velocità e con modalità diverse in tutto il territorio regionale.
Viceversa, la superficie agricola utilizzata ha conosciuto solo piccoli assestamenti.

Meno imprese con la stessa SAU complessiva: stiamo quindi assistendo a una concentrazione, ancora lontana da livelli paragonabili ai livelli europei, ma già avvertibili. Possiamo pensare che questo fenomeno agevoli la transizione delle imprese verso una maggiore professionalità? Probabilmente sì, questo fenomeno è comunque un fatto importante anche se non sappiamo se in questo momento questa tendenza stia continuando a incidere con la drasticità con cui ha colpito nei primi quindici anni del nuovo secolo. Tuttavia, la dimensione media della nostra azienda agricola continua a essere molto bassa, e in ogni caso è facile osservare che questo fenomeno di concentrazione fondiaria, o almeno di aggregazione delle superfici coltivate, riguarda in modo quasi esclusivo le zone più efficienti dal punto di vista agricolo, mentre tutti i territori a più alto grado di marginalità subiscono ancora oggi un progressivo abbandono. In queste aree la SAU diminuisce costantemente a favore del bosco.

La dimensione aziendale estremamente parcellizzata limita le prospettive economiche e occupazionali delle diverse filiere nella nostra regione, rappresentando un fattore di criticità per l’intero comparto agroalimentare.
A ciò si aggiunge, inoltre, la mancanza di trasformazione e la scarsa connessione con il mondo della ricerca e l’innovazione, che potrebbero accompagnare le aziende nei processi di trasformazione necessari per un mercato globale che cambia rapidamente. Fondamentale sarà un più efficace coordinamento per indirizzare meglio la ricerca e velocizzare i tempi di sperimentazione e applicazione delle innovazioni.

Entrando più nel merito della trasformazione del potenziale produttivo, bisogna mettere l’accento sulla grande minaccia che grava su tutto il nostro settore zootecnico, in particolare sul comparto del latte bovino, la progressiva diminuzione della cerealicoltura, dovuta essenzialmente alla crisi dei prezzi, e sulla forte diminuzione del nostro vigneto, che è accompagnata dalla grande crisi della cooperazione vitivinicola che ha riguardato negli anni passati tutto il Lazio.

Altri settori registrano crisi in atto, come l’allevamento ovino e il florovivaismo. Il settore orticolo, il più grande e organizzato nella nostra regione, conosce stagioni altalenanti e risente ciclicamente delle minacce del mercato; l’olio d’oliva appare in crescita e con ottime prospettive di mercato, ma è fortemente limitato dalle dinamiche climatiche, che ne bloccano la capacità di espressione del potenziale produttivo, per questa ragione molte imprese olivicole, vecchie e nuove, stanno esaminando la possibilità di puntare su impianti ad alta produttività, con irrigazione fissa.

Segnali di vivacità, con investimenti importanti, sono invece legati alla frutta in guscio (nocciolo, e in prospettiva anche mandorlo), sostenuti dall'interesse del settore dolciario e, in dimensioni più limitate, da altre specie frutticole destinate a mercati di nicchia, mentre nelle erbacee grande interesse sta destando la possibilità di coltivazione della canapa, a cui la Regione Lazio ha dedicato un provvedimento di legge.

Più in generale, tutte quelle produzioni che hanno sbocchi immediati nella trasformazione alimentare e nel mercato danno segnali positivi, in particolare nel vitivinicolo, nel caseario bufalino, nell’olio di oliva di qualità e nel settore delle specialità.

Tra luci ed ombre, tra crescita e decrescita, tutto il sistema regionale si muove più o meno inconsapevolmente sotto l’effetto di grandi spinte che è bene esaminare con attenzione.

Le parole chiave

E’ una iniziativa della Regione Lazio – Assessorato Agricoltura, Caccia e Pesca in collaborazione con Arsial e con il supporto tecnico di Agro Camera.

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